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Stomachion #7 - Music Edition

Stomachion #7 - Music Edition
By Gianluigi Filippelli • Issue #7 • View online
Sin da quando ho deciso di dare il via alla newsletter Stomachion, mi era ben chiaro che le uscite sarebbero state tematiche, con un tema differente da numero a numero. Tra i temi che avevo incluso nel mio piano c'era indubbiamente la musica, e questa è la prima uscita musicale di Stomachion. Come per la maggior parte delle uscite della newsletter, anche i numeri musicali avranno una forte componente scientifica, e il motivo è semplice: riprenderò le uscite della rubrica aperiodica delle Particelle musicali.
Prima di iniziare con i link della settimana, lasciatemi scrivere una breve introduzione alla rubrica.

Le particelle musicali
Ho sempre avuto una certa passione per la musica, cosa piuttosto strana se consideriamo i gusti musicali dei miei genitori. Forse ha inciso il fatto che sono cresciuto con Mozart, Vivaldi e Verdi (giusto per citare i primi che mi vengono in mente), che mi hanno preparato ad apprezzare la tecnica musicale di alcuni dei generi del rock moderno. Ad ogni modo ho spesso preso in considerazione l'idea di mettere in piedi per il mio blog (che ha passato almeno due diversi servizi di hosting prima di stabilizzarsi, momentaneamente, su Google) una serie di articoli che unissero musica e scienza. Poi successe l'incontro con 01011001 degli Ayreon di Arjen Anthony Lucassen, disco progressive metal ricchissimo di scienza. Uscito nel 2008 mise nella mia testa i semi per la serie: in pratica avevo già in mente come e per quanti post affrontare i temi contenuti nel cd (sì, ho acquistato la copia fisica!). Ci sarà tempo di riprendere quegli articoli: la serie, nella pratica, iniziò 9 anni più tardi, nel 2017, ma non con gli Ayreon, bensì con un altro gruppo, gli Who, protagonisti di questo primo numero della Music Edition.
Nel segno di CSI
Gli Who sono un gruppo rock britannico fondato nel 1964 a Londra. La formazione classica della band è Roger Daltrey, Pete Townshend, John Entwistle e Keith Moon. Il mio interesse nei loro confronti, almeno relativamente alla serie delle Particelle musicali (che all'epoca non aveva ancora questo nome) mi era stato risvegliato da una particolare curiosità, legata a una serie televisiva che stavo rivedendo con gran piacere proprio nell'estate del 2017: CSI.
CSI: Crime Scene Investigation è probabilmente il procedurale più noto tra quelli che si concentrano sulla squadra scientifica della polizia (nel caso specifico dell'FBI). Creata da Anthony Zuiker, CSI ha dato origine a quello che viene generalmente chiamato franchise con altre tre serie collaterali con CSI davanti e ambientate in luoghi differenti (la serie originale è ambientata a Las Vegas).
Le quattro serie, prese nel loro insieme, sono caratterizzate da alcuni leggeri esperimenti di crossover (alcuni personaggi sono presenti, anche solo per un paio di puntate, in altri serial) e dalla sigle di apertura, ognuna una canzone differente degli Who!
In particolare CSI: Las Vegas era aperta da Who are you?, CSI: Miami da Won’t get fooled again, CSI: New York da Baba O'Riley e infine CSI: Cyber da I can see for miles. In ognuno dei quattro articoli che seguono ho approfondito (nei primi due con estratti da it.wiki) alcuni aspetti della scienza forense. Per cui, dopo tante parole, vi lascio ai link:
DropSea: Who are you?
DropSea: Won't get fooled again
Bonus track
Giusto a metà (o qualcosa del genere) tra l'idea seminatami nella testa dagli Ayreon nel 2008 e la sua esecuzione nel 2017, Ilaria Arosio, che conosco da all'incirca un decennio (da quando iniziai a collaborare, all'inizio in maniera saltuaria e non proprio ufficiale con l'Osservatorio Astronomico di Brera) diede vita a un blog di scienza e musica, Rock'n'Science, che partì nel 2012 con Space Oddity di David Bowie. E questo è il primo link esterno che inserisco qui sotto:
Space oddity – David Bowie «
Su Bowie torneremo ancora in futuro, non solo perché c'ho scritto qualcosa anche io, ma anche perché, essendo una delle passioni musicali di Ilaria, tornerà anche grazie ai suoi articoli, che ovviamente saranno una costante della Music Edition.
L'ultimo consiglio per questa prima, ricca e logorroica uscita viene, invece, da Instagram, ed è un bel post di Sandro Ciarlariello sui Joy Division (che potete leggere solo se siete loggati, mi spiace).
Con quest'ultimo consiglio, non mi resta che chiuderla qui: ci leggiamo alla prossima Music Edition, che cercherò di mantenere mensile!
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Gianluigi Filippelli

Science teller.

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