Vedi profilo

Stardust Memories #7 | Il ritmo delle piante al sole

Marco Castellani
Marco Castellani
Ciao! Eccoci alla newsletter. Siamo al settimo numero di Stardust Memories. Per prima cosa, non vi annoio ancora sulla periodicità della medesima, per chi fosse interessato dirò che sto sperimentando sul tempo da dedicarle, patteggiando con il tempo per la sistemazione e la scrittura di materiale sul sito Stardust, che è ancora abbastanza fresco di ideazione (anche se importa contenuti da altri blog che in precedenza mantenevo separati).
La cosa è che c'è una guerra, non troppo lontano da noi. E la cosa stride ferocemente con le cose belle, con la primavera, con le speranze.

Il ritmo delle piante al sole
Lo sappiamo. C'è anche una guerra sui social che eredita direttamente quella sul COVID, l'emergenza sanitaria (per alcuni, dittatura sanitaria), tutto cambia ma tutto uguale in modo da poter esprimere rabbia e separazione, sulla Grande Rete. Non è una pratica troppo interessante, cerco di starne alla larga, per quanto riesco. Meglio, se uno può e vuole, portare concretamente aiuto.
Riprendo una frase di Luigi Giussani, espressa a proposito della Seconda Guerra del Golfo, che forse chiarisce più di tanti battibecchi e prese di posizione.
Ci è impossibile dare un giudizio a partire da un’analisi psicologica o naturale (…) Un giudizio è possibile se si ammette che tanto quanto è certo che la colpa è da una parte e dall’altra (e ne risponderanno), altrettanto è evidente che l’origine di essa non è né nell’uno né nell’altro. La colpa originale, e quindi la possibilità del dispotismo, è un veleno che ha il suo habitat, la sua genesi in un mistero. Ed è a questo livello per noi insondabile che la misericordia di Dio pone rimedio.
Meglio allora, più che fare il tifo, chiedersi il senso delle cose, con nuova profondità. Il senso delle cose che si fanno, proprio. Penso questo. Se uno lavora ad una pompa di benzina, perché lo fa. Se uno pulisce gli uffici, perché lo fa. Se uno fa scienza, perché lo fa. Oggi. Nessun lavoro è meno dignitoso di un altro. Nessun lavoro esime dal farsi la domanda. Io devo farla così…
Cosa è la scienza
E quindi continuare a chiedermelo, a far fiorire pensiero, per quanto posso Pensiero come opposizione alla chiacchiera. Cercando nelle mie appartenenze un senso, per essere più possibile radicato a terra, non troppo instabile, non troppo in balia del vento. O delle bombe.
La difficile situazione in Ucraina
E ha senso il doppio, adesso, prendere il lavoro sul serio. Se poi coinvolge dei bambini, che hanno tutto il diritto di difendere i loro sogni e hanno tutto il dovere di ricordarci di essere creativi, come difesa a tutta la violenza che è pigra ed è pochissimo creativa, ben venga. Ecco allora il concorso Rodari che, in quanto parte del Gruppo Storie di INAF, sto aiutando a portare a termine (e che bello leggere gli elaborati dei ragazzi!). Lunedì la premiazioni. I giovani scrittori sono entusiasti. Noi, dobbiamo semplicemente imparare da loro.
Rodari, verso la premiazione
Bene, mi fermo qui. C'è qualche link interessante che volevo sottoporvi, ma trovate tutto negli articoli, se avete voglia.
Prima di lasciarvi. Oggi ho portato il cane al parco come al solito, e ho visto che la primavera stava arrivando.
Grazie per aver letto, se volete fatemi sapere cosa pensate.
Vi abbraccio.
Ti piace questa newsletter? No
Marco Castellani
Marco Castellani @mcastel

Astrofisica, spazio e briciole d'altre cose

Per non ricevere più questi aggiornamenti, clicca qui.
Se hai ricevuto questa newsletter tramite inoltro e ti piace, puoi iscriverti qui.
Created with Revue by Twitter.