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E ci farà stare bene e renderà orgogliosi: come nel caso di Isaia Invernizzi, giornalista de “Il Post”, che anche quest'anno ha voluto farci arrivare il suo sostegno: per noi è molto di più di un numero, ma è come una mano sulla spalla messa sulle nostre spalle da una persona cara.
Grazie Isaia❤️
Grazie Isaia❤️
📖I dati che vorrei: il rapporto sull'equità generazionale e territoriale
Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si è posto degli obiettivi ambiziosi anche in termini di equità generazionale e territoriale.
La disuguaglianza tra generazioni ha raggiunti livelli molto alti, e la pandemia ancora una volta ha avuto un impatto che è ricaduto maggiormente sulle fasce più giovani.
Nelle regioni meridionali vive circa un terzo della popolazione italiana, ma vi si produce soltanto un quarto del PIL nazionale. Il Mezzogiorno è la più vasta e popolosa area di arretratezza economica dell’Europa occidentale.
Stefano StortoneAlessandro MondinoSara CavalierePatrizia Caruso, e Davide Del Monte e Andrea Borruso hanno scritto l'ultimo dossier de “I dati che vorrei, dal titolo ”Equità generazionale e territoriale“, in cui dopo una premessa che descrive questi divari, fa delle proposte sul rilascia di dati e informazioni per l’attuazione di diritti e per esercitare nuove forme di cittadinanza attiva.
Rilasciare i dati ed auspicare politiche pubbliche capaci di educare la cittadinanza a saperli leggere e, di conseguenza, usarli, non è tuttavia più sufficiente. Gli autori del report sottolineano infatti quando sia altresì necessario ”liberare le istituzioni" da procedure decisionali rigide e escludenti e lavorare sull’amministrazione condivisa di questi beni, amministrazioni e cittadini insieme, sperimentando forme sostenibili di coinvolgimento dei cittadini, sia in fase programmatica e progettuale - con processi di co-decisione e co-progettazione che in quella attuativa, con processi di monitoraggio.
In ultimo a noi della redazione è piaciuta moltissima la definizione dei dati caldi o fertili, e ti invitiamo a scoprirla nel report.
Nota bene: torneremo a parlare di questo report, perché l'abbiamo presentato il 26 giugno 2022, al bellissimo Festival della Partecipazione a Bologna, con una sessione dedicata. Stiamo raccogliendo i materiali.
🏆Un concorso aperto a tutt* per monitorare il PNRR
È il momento di passare dalla teoria ai fatti: si parla tanto, giustamente, di monitoraggio civico… e allora cominciamo a farlo!
Per questo la campagna #DatiBeneComune mette a disposizione 3 mini grant del valore di 500 euro l’uno, accompagnati da sessioni di coaching con esperti ed esperte del settore, per giovani ricercatori e ricercatrici, attivist*, giornalist* o piccole associazioni che vogliano sperimentare un attività di monitoraggio civico sul proprio territorio. 
Uno degli obiettivi della campagna #DatiBeneComune è infatti quello di stimolare la società civile italiana ad intraprendere attività di monitoraggio civico, per allargare il numero di soggetti interessati alla tutela delle risorse investite nell’ambito del PNRR.
Per partecipare basta semplicemente inviare una mail contenente la proposta di monitoraggio a info@ondata.it entro il 22 luglio 2022. Le proposte dovranno vertere su uno dei seguenti temi:
  • Pnrr e parità di genere. Tra gli obiettivi trasversali del Pnrr vi è quello di “Garantire con riforme, istruzione e investimenti le stesse opportunità economiche e sociali tra uomini e donne in un'ottica di gender mainstreaming”.
  • Pnrr e divario generazionale. Altro obiettivo trasversale del Pnrr è quello di “Investire nelle nuove generazioni per garantire l'accesso ai servizi di assistenza all'infanzia, migliorare il sistema scolastico e invertire il declino di natalità del Paese”.
  • Pnrr e divario di cittadinanza. Terzo obiettivo trasversale del Pnrr è di “Colmare il divario di cittadinanza valorizzando il potenziale del Sud e rafforzando i servizi sociali territoriali per il sostegno alle persone disabili e anziane”.
👉Siete tutt* invitat* a prendere visione del breve regolamento e a partecipare al concorso. Più siamo, più riusciremo ad indirizzare le risorse del PNRR nella giusta direzione.
La macchina di stato del monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza fa un passo importante in avanti
Due recenti notizie in merito, pubblicate sul portale nazionale del PNRR:
Il sistema ReGiS è sviluppato dalla Ragioneria Generale dello Stato, per la rilevazione e diffusione dei dati di monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e supportare gli adempimenti di rendicontazione e controllo previsti dalla normativa vigente.
Di grande interesse sono le circolari 26 e 27 e in modo particolare l'allegato denominato “Protocollo Unico di Colloquio”, che rappresenta un oggetto anagrafico sul quale viene specificato il contenuto che dovrà essere riportato su ReGiS. In altre parole, contiene lo schema dei dati che saranno caricati al suo interno.
Da tutto questo emerge che i dati per il monitoraggio del PNR, iniziano a essere raccolti. Il quando e come saranno resi anche pubblici e aperti al momento è ignoto. Ma finalmente viene raccolta una materia prima: e questo è un fatto nuovo e importante.
Esempio schema dati contenuto di ReGiS
Esempio schema dati contenuto di ReGiS
🏅I dati (alcuni) sull’insegnamento della religione cattolica in Italia sono (quasi) un bene comune
L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) - tra le prime aderenti a #datiBeneComune - ci ha proposto alcuni mesi fa una campagna per fare diventare un bene comune i dati sull’insegnamento della religione cattolica.
Il primo passo è stato presentare una richiesta di accesso civico ai dati al Ministero dell'Istruzione. Questo ha risposto parzialmente alla richiesta fatta e con lo UAAR abbiamo pubblicati ricevuti per email in questo repository.
Le tre regioni con il più alto tasso di non avvalentisi sono Toscana (25,23%), Emilia-Romagna (24,84%) e Liguria (24,61%), quelle con i tassi più bassi Molise (3,16%), Campania (2,72%) e Basilicata (2,57%). A livello di provincia, si va da Firenze con il 36,67% a Barletta-Andria-Trani con l’1,56%.
La scelta di non avvalersi dell’IRC cresce con l’età (scuole dell’infanzia 10,59%, scuole primarie 10,20%; scuole secondarie di primo grado 12,73%; scuole superiori 19,76%).
Qui vogliamo però sottolineare un punto per noi chiave: dati di questo tipo non devono essere frutto di una richiesta di accesso ai dati, ma è necessario che siano resi disponibili nel ricco portale open data del Ministero dell'Istruzione. È una nostra richiesta al Ministero.
✍️In consultazione le Linee Guida Open Data: un'occasione da non perdere
Dal 16 giugno 2022 l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha lanciato una consultazione pubblica per raccogliere contributi utili alla redazione finale delle Linee Guida sull'apertura dei dati e il riutilizzo dell’informazione del settore pubblico.
L'Italia (ne abbiamo scritto in precedenza) ha recito nel dicembre del 2021 - con il Decreto Legislativo 200 dell’ 8 novembre 2021 - la direttiva (UE) 2019/1024 del Parlamento europeo, relativa all'apertura dei dati e al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico.
Questo decreto è diventato il riferimento normativo nazionale in tema di apertura dei dati e riutilizzo dell’informazione del settore pubblico: nell'articolo 12 è previsto che AgID produca le regole tecniche, ovvero proprio queste linee guida in consultazione.
È un'occasione preziosa per segnalare errori, chiedere spiegazioni e integrazioni, fare proposte e lasciare un segno.
Puoi farlo in tanti modi:
Noi di #datiBeneComune stiamo utilizzando uno strumento per lasciare dei commenti direttamente su uno o più paragrafi. I commenti sono pubblici, sono a loro volta commentabili e sono al momento degli appunti informali che invieremo “in bella ad AgiD”.
👉 Qui il link ai circa 50 che abbiamo raccolto. Manca proprio il tuo: unisciti!
Pubblicato in gazzetta ufficiale dell'Unione Europea il "Data Governance Act"
Il 30 maggio 2022 è stato pubblicato in gazzetta il regolamento UE, relativo alla governance europea dei dati, dedicato a temi importanti come:
  • Riutilizzo di determinate categorie di dati protetti detenuti da enti pubblici;
  • Servizi di intermediazione dei dati;
  • Altruismo dei dati;
  • Comitato europeo per l'innovazione in materia di dati.
👉 Qui il documento.
Un luogo fresco per rilassarsi in estate a Berlino? Te lo dicono i dati aperti
Quando si fa didattica open data, e si vogliono fare esempi del loro utilizzo, alle volte si sta un po’ stretti nel tema dei soldi pubblici o dei dati ambientali, perché sono ormai un “classico”.
Per fortuna ci sono progetti come Berliner Erfrischungskarte che rinfrescano le slide e la mente. È un progetto dell’Osservatorio Open Data e del CityLab di Berlino, che mostra su mappa le zone fresche, ventose e ombrose della città e mostra quali luoghi sono particolarmente adatti per rinfrescarsi e rilassarsi in estate, in base alle loro caratteristiche naturali o alle loro infrastrutture (panchine, fontanelle, ecc.).
Tre fattori importanti che compongono il “clima locale” sono l’ombreggiatura, la temperatura dell'aria e la formazione di aria fredda, che possono essere visualizzati o nascosti in una mappa interattiva. È completamente basata su dati aperti, che a Berlino svolgono un ruolo importante nelle attività amministrative: non solo creano trasparenza e apertura, ma consentono anche analisi e applicazioni come questa per rendere la vita di tutti i giorni un po’ più piacevole
Su GitHub sia il codice su cui è basato, che i dati e il data processing.
Uno dei Premi Europei per il Patrimonio Culturale va chi salvaguardia l'Opera dei Pupi e il suo patrimonio informativo
In onData c'è un legame forte con la Sicilia e alcune/i di noi conoscono dall'infanzia la magia de L'opera dei pupi, un teatro di marionette per rappresentare la letteratura di origine medievale, con particolare riferimento al ciclo carolingio. È qualcosa di valore inestimabile, che dal 2001 è stata proclamata dall'UNESCO “capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell'umanità”.
L'iniziativa, tra le vincitrici del premio European Heritage Awards / Europa Nostra Awards, ha documentato lo stato attuale della pratica del Teatro dei Pupi siciliani e gli elementi di patrimonio tangibile ad esso connessi, rilevando anche operatori attivi e collezionisti. Ha inoltre individuato le sfide culturali, artistiche, storiche, ambientali, scientifiche e tecniche associate a questo patrimonio e ha contribuito a rafforzare la Rete dell'Opera dei Pupi.
In questo contesto si è sviluppato il progetto del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino MIMAP Open Access, vincitore del bando “Musei archivi biblioteche 2022”, finanziato da Wikimedia Italia e realizzato in collaborazione con ICOM Italia e Creative Commons Italia. Tra gli esiti avere archiviato e reso disponibile:
Il Museo è stato impegnato in attività di formazione, selezione ed elaborazione e condivisione con licenza libera di contenuti testuali e visivi le tradizioni e il patrimonio culturale immateriale Unesco del territorio, con particolare riferimento al teatro dell'opera dei pupi siciliani e ai teatri di figura tradizionali di diverse culture del mondo in un'ottica interculturale. Tra gli output Wikipedia, e OpenStreetMap.
Per avere tutti i dettagli ti consigliamo di guardare il webinar di presentazione dei risultati progetto.
MIMAP Open Access - Webinar di presentazione risultati progetto su piattaforme #wiki #openstreetmap.
MIMAP Open Access - Webinar di presentazione risultati progetto su piattaforme #wiki #openstreetmap.
I dati 2021 sul lavoro in Europa: la famiglia e altre responsabilità di cura sono hanno un grosso impatto sulle donne
Eurostat fa a nostro avviso un bel lavoro di diffusione di numeri su fenomeni che spesso stanno lontani dalle discussioni main stream. E visto che avviene anche per ragioni culturali è lodevole che ci sia chi dà spazio a queste informazioni.
Nel 2021, la quota di donne nell'UE (con età tra 25 e 54 anni) senza lavoro e che non ne cercava lavoro è stata molto più alta rispetto agli uomini: 18,5% contro 8,2% (dati). E differenze significative si osservano nelle ragioni che spingono le persone a non cercarlo: per le donne è molto più diffusa come causa (un'ordine di grandezza) la famiglia e altre responsabilità di cura.
Qui la pillola dedicata, ma ti invitiamo a seguire il canale twitter di Eurostat.
Negare, ingannare, ritardare: documentare e rispondere alla disinformazione climatica
L’“Institute for Strategic Dialogue”, “CASM Technology” e “Climate Action Against Disinformation alliance” hanno pubblicato a giugno 2022 il report dal titolo “Deny, Deceive, Delay: Documenting and Responding to Climate Disinformation at COP26 and Beyond”.
Il punto chiave del report è uno: per risolvere la crisi climatica, dobbiamo anche affrontare la crisi dell'informazione.
Dopo 18 mesi di ricerca è emersa l'incapacità di arginare la disinformazione e le piattaforme tecnologiche sembrano amplificare o esacerbare la diffusione di tali contenuti. Inoltre, la tassonomia dei danni relativi alla disinformazione e alla disinformazione climatica è stata finora mal definita, fornendo una base inadeguata per la risposta.
E i dati, il loro rapporto con il potere e il loro uso, giocano un ruolo chiave. Qui il rapporto completo.
La prima edizione del Global Data Barometer: un'analisi globale dei dati come bene comune
A maggio 2022 è stata pubblicata la prima versione del Global Data Barometer, un’analisi multidimensionale e multistrato che ha valutato lo stato dei dati come bene comune, in 109 paesi.
Uno studio condotto da maggio 2019 a maggio 2021 per definire un nuovo benchmark globale che ne esamini la governance, la disponibilità, l’uso e l’impatto. È possibile esplorare e visualizzare i dati raccolti, attraverso i parametri di più altro livello (la governance e la capability), tramite dei moduli tematici (azioni per il clima, territorio, appalti pubblici, ecc.), nonché per paese.
Il report è molto interessante e mette in risalto diversi punti. Tra questi:
  • è possibile fare in modo che i dati siano un bene comune, ma la strada da fare è ancora tanta. Tutti gli indicatori hanno raggiunto un buon livello, almeno in un paese, dimostrando che è possibile gestire bene i dati, renderli disponibili e utilizzati. Tuttavia, nessun singolo paese ha ottenuto un punteggio superiore a 70 su 100 e il punteggio medio è stato di 34,38 su 100. Emerge l'importanza di concentrarsi di più e meglio sulla definizione delle politiche e delle pratiche relative ai dati per realizzare il bene pubblico;
  • Le “agende” open data sono attive, ma non si stanno diffondendo. C'è stata una piccola crescita nella percentuale di dati machine readable (leggibile meccanicamente), con licenza aperta, liberamente disponibili, e in blocco (10,63%), dall'ultima misura globale effettuata dall'Open Data Barometer nel 2016. Sebbene dal 2016 siano state avviate nuove iniziative nazionali sui dati aperti, altre sono scomparse;
  • La capacità di dare valore ai dati sono ancora limitate. Sebbene i divari digitali in termini di accesso si stiano riducendo, portando più persone in una società “dataficata”, le lacune in termini di capacità del governo, del settore privato e della società civile di creare e utilizzare i dati per il bene comune rimangono significative. L'offerta limitata di formazione e di capacity building governativo rischiano di rallentare molto la produzione e la gestione di dati di alta qualità, ed è urgente passare dalla formazione ad hoc e su piccola scala, alla costruzione dell'alfabetizzazione dei dati su larga scala;
  • Dare più enfasi a equità e inclusione, riconoscendo che la gestione, la capacità, la disponibilità e l'utilizzo dei dati devono considerare esplicitamente i bisogni delle popolazioni emarginate.
Il sito e il report hanno tantissimi spunti. Non ti resta che iniziare a esplorarli.
Global Data Barometer
🚨The results of the first edition of the Global Data Barometer are live & online!

Please use the links below:
📍Website: https://t.co/aM1s1cgqEP

📍Download datasets: https://t.co/5YE9RFihDM

📍Global report: https://t.co/wfuikA2HuK

#databarometer #d4dnetwork @BirzeitCCE https://t.co/vhVkjohm9m
Il progetto 30Cappa presentato al Symposium on Open Data and Knowledge
Nel decreto legge numero 172 del 18 dicembre 2020 - il decreto di “Natale” - si leggeva:
nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021 si applicano le misure di cui all’articolo 2 del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, ma sono altresì consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.
Maurizio Napolitano, Salvatore Fiandaca e Andrea Borruso realizzarono allora 30cappa, un progetto che mostrava su mappa dove ci si potesse spostare in quel periodo (qui il racconto dell'idea).
Votar entre balas: i dati sulla violenza criminale elettorale/politica in Messico
Dal 2018 al 2022 in Messico sono stati registrati 724 attacchi, omicidi, attacchi e minacce contro persone che lavorano nella sfera politica o governativa o contro strutture o partiti governativi.
La violenza è diventata uno strumento della criminalità organizzata per influenzare la vita pubblica di stati e municipalità. E il gruppo di ricerca di Data Cívica ha documentato questo fenomeno, con i dati e le informazioni per comprendere meglio questa situazione che minaccia la giovane democrazia messicana.
È il progetto Votar entre balas.
"Regions in Europe" di Eurostat, diventa interattivo
Regions in Europe” è un report che Eurostat cura da anni, per restituire una comprensione più profonda della situazione sociale, economica e ambientale nelle regioni europee.
L'ultima versione, quella che descrive il 2021, esce per la prima volta con una bella modalità interattiva, suddivisa in tre sezioni principali: persone e società, attività economiche, ambiente e risorse naturali.
Si legge in “scrolly telling”, ovvero scorrendo la pagina verso il basso ed è una comodissima risorsa per avere uno spaccato di questo territorio.
La newsletter BlueHats, sull'uso e lo sviluppo di software libero nella e per la pubblica amministrazione, è una piccola perla
Il Governo francese ha un sito dedicato al “Piano per il software libero e i beni comuni digitali”.
Tra i tanti contenuti interessanti c'è la Gazette BlueHats, una newsletter bimestrale sull'uso e lo sviluppo di software libero nell'ambito e per la pubblica amministrazione.
Il Focus dell’ultimo numero è su istruzione e beni comuni digitali ed è una piccola perla_
E tanto altro ancora in questo numero e nei precedenti.
L'Open Data Institute ha pubblicato una raccolta curata di risorse su come pubblicare dati aperti
Queste le sezioni:
Molto comoda, perché c'è “pane per i denti” di tutte/i e non resta che approfondire e farsi trascinare vorticosamente dall'ipertesto.
Strumenti/risorse
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