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Volevo solo disegnare motorette

Volevo solo disegnare motorette
di Nicola Andreetto • Newsletter #5 • Visualizza online
Le velleità ci aiutano a dormire, dicevo la scorsa settimana, e in fondo anche a sognare, talvolta ad occhi aperti. Quando però svaniscono, cosa ci rimane? Un tempo sognavo di essere qualcun'altro e l'altro giorno l'ho incontrato, così ho ripensato alla prima volta che un mio sogno si è schiatato a tutta velocità addosso a un muro.

Una cosa di cui non parlo spesso qui è il mio passato da (quasi) designer. C'è stato un tempo in cui ero stra-convinto che un giorno avrei disegnato motociclette per guadagnarmi il pane. Forse, in fondo, in un angolo recondito della mia testa o del mio spirito sono ancora oggi in attesa di quel giorno.
Alcuni bozzetti nella mia tesi di laurea, anno 2005.
Alcuni bozzetti nella mia tesi di laurea, anno 2005.
Perché ai sogni giovanili ci si affeziona a tal punto e li si stringe con tanta forza, che non si ha mai per davvero il coraggio di lasciarli andare del tutto. Ti coccoli quel “mai dire mai” quasi per mantenere fede al te stesso sbarbato, anche perché sai che più autentico di com'eri allora non lo sarai mai.
Se non fosse per quel sogno infranto però non sarei qui a parlarti. Perché inseguirlo mi ha portato dove sono. Ma soprattutto mi ci ha portato lo sbatterci il muso, fare i conti con le proprie capacità e con le opportunità, aggiustare la rotta e via dicendo in quel processo senza fine che è la conoscenza di sé.
Quando mi sono laureato in Design mi è stato chiaro che non avrei fatto il designer. Può sembrare un paradosso, ma è andata così: per cinque anni ho lavorato sodo, studiato, imparato, senza respiro né esitazioni ed è stato proprio sul gran finale di questa corsa che ho capito che avevo intrapreso la strada che mi piaceva, non necessariamente quella che sarebbe diventata la mia professione.
Fu tosta da metabolizzare.
Fu come realizzare di aver corso come un matto per schiantarsi addosso a un muro. Dopo la botta alzi lo sguardo e quel muro è enorme, non ha fine e soprattutto era impossibile da non vedere!
Ancora ci penso, di tanto in tanto riaffiora.
L'occasione per tornare a fare i conti con quel capitolo della mia vita è avvenuta l'altro giorno quando ho passato mezza giornata nello studio di uno dei miei idoli dei tempi dell'università, Rodolfo Frascoli.
Io e Rodolfo Frascoli nel suo studio, foto di Max Serra (15/12/21).
Io e Rodolfo Frascoli nel suo studio, foto di Max Serra (15/12/21).
Rodolfo fa quel lavoro che sognavo di fare e lo fa bene da oltre 30 anni. Oggi è uno dei migliori designer di moto sulla piazza. Se hai posato gli occhi su una delle ultime Triumph Tiger o Trident o hai amato la Moto Guzzi Griso o la Suzuki Katana (per citarne alcune) lo sai bene.
Ci è riuscito con talento, serietà, dedizione, abnegazione, amore smisurato per la motocicletta, le sue forme ed ogni più piccolo dettaglio. Non è uno stilista che deve ostentare ad ogni costo la propria firma e neppure un egoriferito che deve disegnare forme originali; tutt'altro, è un professionista molto pragmatico, rigoroso.
Quando studiavo, ad inizio secolo, Rodolfo non era ancora così conosciuto, ma era già affermato e per me era già un punto di riferimento. Era come immaginavo sarei stato anch'io, benché lo conoscessi solo per le moto che disegnava. Mi bastava per cogliere il suo approccio.
Anche se l'altro giorno non è stato il nostro primo incontro, è stata la prima volta in cui ho avuto l'opportunità di parlare a lungo con lui, di farmi mostrare come lavora, di farmi spiegare i meccanismi e le logiche che stanno dietro alla definizione delle forme e caratteristiche di una moto. Con grande spontaneità e caloroso entusiasmo, Rodolfo si è aperto e raccontato. Gli sono grato per la generosità con cui lo ha fatto e perché, senza saperlo, mi ha permesso di rielaborare quelle scelte fatte un po’ di anni fa.
Non sono diventato un designer (mai dire mai!), ma ciò che ho vissuto, imparato e sperato mi hanno reso ciò che sono oggi e soprattutto come lo sono. Rimango perciò sempre più convinto che sia indispensabile appropriarsi di ogni momento e non aver paura dei propri sogni, delle proprie aspirazioni e anche delle delusioni perché sono proprio quelle che ti insegnano di più.
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Nicola Andreetto

Giornalista / Copywriter
🏁Dai Gas Responsabilmente 🇮🇹
http://www.linktr.ee/Motoreetto

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Curato con passione da Nicola Andreetto con Revue.
via Montale 39, 20004 Arluno, Milano.