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Questione di routine

Questione di routine
di Nicola Andreetto • Newsletter #7 • Visualizza online
Se pensi che la routine sia difficile sperimenta la sua totale assenza e scoprirai che può essere anche peggio. Ne ho parlato con Riccardo che vive on the road da 35 anni.

Foto di Riccardo Prati. Negli anni 90 Riccardo e un amico acquistarono una Bullet 350 a Nuova Delhi e tornarono a Forlì.
Foto di Riccardo Prati. Negli anni 90 Riccardo e un amico acquistarono una Bullet 350 a Nuova Delhi e tornarono a Forlì.
C'è un famoso aforisma di Paulo Coelho* che sicuramente avrai già letto su qualche poster o meme che dice: “Se pensi che l'avventura sia pericolosa prova la routine. è letale”.
Questo perché colleghiamo il concetto di routine ad una costrizione negativa, opprimente ed è innegabile che per molti di noi sia così. Ne sono stato così a lungo convinto che sei anni fa lasciai il “posto fisso” per poter gestire il mio tempo con meno vincoli. Di tanto in tanto torno a parlare di questa scelta per vari motivi perché ha rappresentato un momento chiave per me e anche per le righe che stai leggendo o i video che stai vedendo. Volevo essere più libero.
Riguardandomi per un attimo indietro, però, non posso fare a meno di accorgermi di quante volte in questi sei anni io abbia cercato e talvolta sperato di trovare una routine. Sembra un paradosso, ma è così.
Se inizi ad approfondire il tema della gestione del tuo tempo ben presto incapperai proprio nella questione routine. Non c'è una persona di successo che nello svelarti i suoi segreti non inizi da lei, dalla routine. Ti dicono che è fondamentale averne una propria, senza la quale finisci per essere inghiottito o nella tua stessa libertà che ti porta a procrastinare (altra azione che conosco bene purtroppo) o in un'agenda di impegni urgenti che non portano mai nella direzione in cui vuoi andare veramente, ma verso decisioni prese da altri.
Insomma la routine serve per mantenere la rotta perché quando sei libero sei in mare aperto e anche se c'è vento tu non hai le vele.
Se ci pensi la routine non è per tutti, ma la sua assenza lo è ancor di meno. Questo è stato uno dei punti toccati ieri sera nell'intervista in diretta che ho fatto a Riccardo Prati, viaggiatore e scrittore e soprattutto uomo che ha abolito la routine dalla propria vita.
SCEGLIERE UNA VITA IN VIAGGIO, intervista a RICCARDO PRATI // #LIVEetto
SCEGLIERE UNA VITA IN VIAGGIO, intervista a RICCARDO PRATI // #LIVEetto
Con una solarità contagiosa Riccardo si definisce un “disagiato di lusso” perché, come racconta nel suo libro “Una vita in viaggio”, da 35 anni ha deciso di vivere viaggiando, di rinunciare al superfluo e agli status borghesi. Non ha un'auto e la sua casa è un monolocale. Non indossa abiti alla moda e guida solo vecchie moto sgaruppate eppure in tanti gli dicono “beato te” come se ciò che ha trovato fosse una ricchezza che agli altri continua a fuggire perché incastrati nella routine. Altro che alchimista…
Ho trovato da subito la sua storia stimolante, specie quando mi ha confessato di non aver mai desiderato di diventare il più ricco del cimitero. Un punto di vista che condivido.
Ti invito a rivedere l'intervista che rimarrà sempre disponibile e gratuita per tutti. Questa magia aggratis è possibile grazie a coloro che hanno già deciso di supportare la mia produzione indipendente di contenuti. Puoi farlo anche tu ed entrare così nel “Clan”, una community privilegiata che può conoscere dietro le quinte, vedere contenuti extra, ricevere merchandising e partecipare alle uscite in moto che organizzo. A proposito ce n'è una in programma il 26 di febbraio, tu che fai?
Foto di Riccardo Prati mentre offre un passaggio ad un Samburu.
Foto di Riccardo Prati mentre offre un passaggio ad un Samburu.
* mai avrei voluto citare Paulo Coelho, ma capita che alcune frasi siano più perfette del loro autore anche se in definitiva l'aforisma citato è abbastanza una cazzata. Lo so che Coelho per molti rappresenta una sorta di grande saggio per la sua tematica dello “straordinario che risiede nelle persone comuni” ma non per me. A dirla tutta l'ho sempre ritenuta una trovata per acchiappare consenso popolare, vendere. Non mi piacciono le frivolezze pseudo new-age spacciate per grandi verità assolute e la superficialità venduta per profondità. Ora qualcosa di buono l'ha imbroccato pure lui e se ti piace Coelho non c'è niente di male, possiamo rimanere lo stesso amici eh, ma con te mi piace essere sincero.
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Nicola Andreetto

Giornalista / Copywriter
🏁Dai Gas Responsabilmente 🇮🇹
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Curato con passione da Nicola Andreetto con Revue.
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