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#9: Apple, mobile tech e le prese per il culo

#9: Apple, mobile tech e le prese per il culo
di Algoritmo Umano • Newsletter #11 • Visualizza online
Sono un'entusiasta della tecnologia che ci migliora, non di quella che ci prende per i fondelli. Ora ti spiego qual è la differenza.

Foto di Pixabay
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Non sono uno smartphone addicted
Lo sono stato. Mi è costato troppo. Ho smesso, ho imparato a spegnerlo. Ho imparato a renderlo silenzioso, a usarlo quando mi serve, a non usarlo quando non mi serve. Ho compreso le storture di questo macchinario al quale siamo spesso troppo attaccati. Ho cominciato a capire quando lo smartphone mente, quando i produttori di apparecchi mobili ti illudono che sia l'hardware a fare meraviglie (imponendoti la legge del nuovo acquisto a tutti i costi) e quando è il software a farle. Ho visto bene il buono e il cattivo, il bianco e il nero. Adesso ti spiego alcune casette che è il caso che tu sappia.
Le maledette Airpods
Qualche volta ci casco ancora. Come con le AirPods. Ne ho persi due paia, comprati tre. L'ultimo era un paio di Pro. Un prezzo esorbitante, ma acquistarle a 100 euro in meno mi ha fregato. Leggi qui i miracoli di AirPods per le tasche di Apple.
Gli enormi ricavi di Apple con gli AirPods | MobileWorld
Son numeri da spavento. Nel 2020 la Apple ha ricavato dalle sue cuffiette più di quanto Adobe ha ricavato in un anno. Più di Spotify, più di Twitter. Ventidue miliardi di dollari. Pare che il 2021 sia andato ancora meglio, con un aumento del 100% nelle vendite. Nel 2022 è in arrivo la terza generazione di AirPods Pro e gli analisti dicono che le AirPods sfonderanno i 100 milioni di pezzi venduti.
Perché questo successo? Non sono un hardware di valore, l'ho provato sulla mia pelle. Reagiscono alla grande sui file con codici audio Apple. Quando il file cambia, crolla il rendimento. Non sono un hardware protetto. Infatti quando le perdi sei fritto. Chi le trova le può facilmente associare a un altro device (come tutte queste cuffie). Sono il classico oggetto da “adepto” della religione Apple e ti illudono. Ascolti musica con un iPhone… perfette. Cambi le regole del gioco (basta un file che arriva dall'esterno..) e via la qualità. Per non parlare degli enormi problemi di connessione. Eppure le perdi e le rivuoi.
La manfrina di Apple
Tempo fa ho scritto questo…
Lo smartphone sta cambiando i social network - Algoritmo Umano 3.1
Poi è arrivato questo…
La privacy Apple brucia 315 miliardi di dollari per 4 social - macitynet.it
Ma anche questo…
Snap e Meta sono riuscite ad aggirare il divieto di tracciamento pubblicitario di Apple | DDay.it
Si scopre, quindi, che Meta e Snap, sono riuscite ad aggirare il divieto di tracciabilità e fruiscono dei tuoi dati anonimamente, senza sapere che sei tu. La prima frase che mi è venuta in mente è “è tutto un magna magna”. Infatti, così facendo, hanno modo di sapere che sei tu… basta geolocalizzarti. L'unica cosa che non gli importa di te è sapere come ti chiami, il resto ce l'hanno ancora. Oltretutto è di queste ore che Meta vorrebbe togliere Facebook e Instagram dall'Europa per problemi con il nostro GDPR che regola l'accesso ai dati in modo moderno e preciso. Beh, per certi versi ne sarei contento. La morale è che Apple fa la manfrina, Google non è da meglio con il suo Android, ma il problema dei dati c'è ed è al centro del dibattito nella mobile tech e nel mobile business.
Sarebbe il caso di essere più coerenti
L'ho scritto nel 2017. Volete i nostri dati? Pagateci.
Dati personali "rubati": cara App, ci fai soldi? Bene, paga anche me
Guarda cosa succede nel 2022…
Arriva in Italia WeWard, l'app che ti paga per camminare. In pochi giorni oltre 700mila download - la Repubblica
Sarebbe bello, quindi, essere più coerenti. Sarebbe bello, quindi, che il mondo dello smartphone fosse in grado di far partecipare tutti alla ricchezza che i dati creano.
Fine delle prese per il culo
Gli utenti del telefonino, delle app e dei social media, però, stanno reagendo. Lo spiega molto bene Tortoise che racconta di un diciottesimo compleanno di Facebook tutt'altro che buono. Gli utenti giornalieri calano, i ricavi anche, l'operazione Meta, per ora, è un trucco.
Is Meta’s party over? - Tortoise
Beh, concludo dicendoti che lo smartphone, i suoi hardware (come AirPods, ma è solo un esempio) e i suoi software, spesso creano illusioni. Dico anche che le aziende tech certo non si danno la zampa sui piedi quando si tratta di guadagnare allegramente alle tue spalle. Dico pure che i dati sono ancora un problema e nessuno ha ancora trovato la soluzione, ma almeno ora si capisce che c'è un problema. E che è grosso.
Infine ti dico che lo smartphone ha anche un suo potente lato oscuro e che impari a usarlo quando impari a spegnerlo. Alla prossima.
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