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#3 La cura contro i social media
di Algoritmo Umano • Newsletter #4 • Visualizza online
I social media sono una malattia, ma ora abbiamo la cura. Il vaccino. Ci basta solo capire che siamo malati e che dobbiamo uscirne. Ora ti dico come. O meglio, ti dico come sto cercando di farlo io. Magari ti è utile.

La distorsione della realtà
Ci siamo cascati per anni. I social media ci hanno fatto credere di vivere in un mondo in cui l'apparire era molto più importante dell'essere. Quale sia stato il virus che ha scatenato questa malattia è facile desumerlo. Quale sia stato il fattore di contagio, anche. Chi ha scoperto la cura è già diventato parte della storia. Ora devi scoprire come uscirne.
Per curarsi dai social media bastano penna e taccuino (foto di Pexels)
Per curarsi dai social media bastano penna e taccuino (foto di Pexels)
Il virus è stato la malattia tutta americana dell'ostentazione e della competizione. Ricordo bene. Era molti anni fa. Ero all'università e passai una notte intera a bighellonare per Trieste con alcuni amici americani facenti parte dell'equipaggio della Saratoga, una delle navi da guerra più grandi della storia, la quale aveva attraccato nel golfo (era troppo grande per ormeggiare al molo VII).
Parlammo di tante cose, era l'inizio degli anni ‘90, momento nel quale tutto doveva ancora succedere. Mi raccontarono che essere americani non era poi così bello. Un eterno guardare l'altro, spulciare la sua vita, competere sulle stanze della casa, sui metri di lunghezza della macchina, sul college frequentato, sul lavoro, sullo stipendio, sui benefit, sul club, sullo sport, sulle università dei figli.
A colpi di rateizzi, mutui, debiti, guai, sperperi.
Quella mentalità americana è il virus che è stato iniettato nelle reti di connessione sociale, con una contagiosità moltiplicata dalla crescita di Internet che il Covid, in confronto, impallidisce. Anche tu hai cominciato a guardare, misurare, spettegolare. Anche in te è cresciuto il mal di pancia per il troppo successo del vicino, dell'amico, dell'ex fidanzata. Le vie elettroniche attraverso le quali si è sparpagliato il virus le hai in tasca. O davanti. Gli smartphone, i tablet, i computer. Con la loro insistenza a distruggerti la concentrazione, a catturare l'attenzione. A rubarti i movimenti, i pensieri, gli sguardi, i desideri.
La cura "Cook"
Questa pacchia dei ragazzi di Menlo Park e dintorni è durata anni. Ha stravolto l'economia mondiale. Poi l'estate scorsa è arrivata la cura Cook. Cosa intendo? Intendo che i produttori di smartphone hanno introdotto un bloccante sui dati che le app si beccano dal tuo telefonino. Vuoi sapere quale? Semplice: sto parlando di te. Il virus si è interrotto quando questo fluire di dati dai social a te, ma soprattutto da te ai social ha trovato una barriera sulla quale è andato a sbattere. Ne sto parlando da un po’ e già l'estate scorsa ho scritto uno spiegone. Eccolo qui.
Lo smartphone sta cambiando i social network - Algoritmo Umano 3.0
E su Android è andata più o meno allo stesso modo.
La riabilitazione
I social media? Piattaforme di contenuti - Algoritmo Umano 3.0
Ok, qui sopra, su Algoritmo Umano, ho fatto una fotografia. Ecco cosa sono i social adesso. Se non sono più le più diaboliche piattaforme di pubblicità, allora devono essere piattaforme di contenuti.
Ecco la riabilitazione.
La riabilitazione da questa malattia è fatta di tre esercizi. Eccoli in rapida successione:
  • Prendi lo smartphone e spegni le notifiche. Oppure scegli le notifiche. Oppure argina le notifiche utilizzando gli strumenti di controllo.
  • Prendi i tuoi account social ed elimina quelli non importanti. Io Snapchat l'ho dimenticato da tempo, Facebook è caduto nel dimenticatoio (lo uso solo per osservare), Tiktok anche. Scegline uno per raccontare le tue passioni o i tuoi percorsi, uno per raccontare il tuo lavoro (o per svilupparlo), uno per informarti o leggere.
  • Crea contenuti, crea storie, creati. Crea il tuo io digitale.
Con un amico in più
Uso questa rubrica della newsletter per dare sostanza al messaggio che ti sto girando. Quale? Beh, quello, alla fin fine, di considerare le piattaforme di social media come piattaforme di contenuto puro. C'è una tendenza tutta americana che parla di microblogging sui social. Ti giro un post interessante su come fare microblogging con tutti i crismi su Instagram. E’ della fotografa Stefania Gambella. Veramente inspiring il suo account Instagram. Già che ci sono ti metto anche quello.
Fare microblogging con Instagram: 8 consigli utili
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