🎧 Nicola E Spotify #32

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Come Promuovere la Tua Musica Online
Ciao sono Fabrizio Pucci e raccolgo le news, gli esempi, i consigli e i migliori tool per promuovere la tua musica online.

Lo streaming è il mezzo principale con cui viene ascoltata la musica oggi.
Perché Nicola ha usato il servizio SubmitHub per promuovere la sua musica all'interno delle playlist su Spotify?
I formati con cui è stata venduta la musica negli ultimi 40 anni - https://www.chartr.co/
I formati con cui è stata venduta la musica negli ultimi 40 anni - https://www.chartr.co/
Dalle Cassette Allo Streaming
Negli anni ‘90 con il compact disk l'industria musicale si è trasformata ed è cresciuta.
Ricordo come se fosse ieri quando, entrando nei negozi di musica, sgranavo gli occhi: un CD poteva costare dalle 36 alle 40mila lire.
Con il CD l'industria musicale ha raggiunto il suo picco di guadagni nel 1999.
Cos'è successo poi? Giugno 1999, nasce Napster:
Un diciannovenne americano si attacca al computer di suo zio e dopo qualche mese passato a programmare tira fuori un software che ottiene questo singolare risultato: se hai della musica nel tuo computer la puoi mandare gratuitamente a qualsiasi umano che abbia un computer. E viceversa.
Improvvisamente l’idea di spendere soldi per procurarti della musica diventava vagamente babbea. Il diciannovenne si chiamava Shawn Fanning, il software si chiamava Napster. Due anni e lo misero fuori legge, ma ormai la frittata era fatta.
In quei pochi mesi Napster era diventato un nome famoso (Shawn finí sulla copertina di «Time») e nella fantasia collettiva aveva creato un clamoroso precedente: in pratica aveva insegnato che se eri un tipo sveglio e prendevi sul serio i precetti del prof. Berners-Lee (mettiamo in connessione i nostri cassetti) potevi fare un casino micidiale, tipo distruggere a soli diciannove anni un’intera industria (nel caso quella discografica).
Alessandro Baricco, The Game, 2018.
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La Musica Liquida
La musica con lo streaming, con un termine che mi ricorda Zygmunt Bauman, è diventata “liquida”.
I guadagni dell'industria, che devono essere condivisi tra musicisti, cantautori, etichette discografiche, agenti ed editori, sono crollati e sorrido pensando che per un periodo le suonerie per i cellulari valevano l'11% dell'intera industria musicale registrata negli Stati Uniti.
Anche in Italia, fra il 2005 e il 2010, le suonerie per i cellulari sono state fonte di guadagni importanti di giovani imprenditori che, pur non essendo musicisti, avevano scovato questa redditizia nicchia di mercato.
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Lo Streaming E Le Playlist
Oggi la musica si ascolta in streaming e in particolare nelle playlist.
È raro che una persona ascolti un album dall'inizio alla fine. Certo ci sono delle eccezioni. La prima che mi viene in mente è quella che riguarda gli appassionati di musica classica.
Le canzoni più lunghe hanno un impatto più euforico e ipnotico. Allora perché le canzoni commerciali finiscono così presto?
Ted Gioia, Is the Three-Minute Song Bad for Music?, 17 settembre 2021.
Chi ascolta musica classica non ama le playlist, preferisce ascoltare ad esempio una sinfonia dall'inizio alla fine e non essere sballottato da un'orchestra all'altra, da un compositore all'altro, da un direttore di orchestra a un altro.
È proprio per questo che esistono servizi di streaming musicale pensati solo per la musica classica ed è il motivo, fra gli altri, per cui ad agosto Apple ha acquistato Primephonic:
“Amiamo e abbiamo un profondo rispetto per la musica classica, e Primephonic è uno dei servizi preferiti da chi apprezza questo genere”, ha affermato Oliver Schusser, Vice President di Apple Music e Beats.
“Insieme, stiamo arricchendo Apple Music di nuovi contenuti classici, e nel prossimo futuro offriremo un’esperienza di musica classica dedicata che sarà davvero la migliore al mondo.”
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I Musicisti E Le Playlist
Le playlist musicali sono diventate un mezzo importante per promuovere la propria musica.
I servizi di streaming offrono a chiunque la possibilità di creare le proprie playlist e sono nati anche dei tool pensati per la loro realizzazione.
Un esempio divertente è quello di Spotify che, un paio di anni fa ha lanciato la funzione per generare playlist per animali domestici, ne avevo scritto qui.
Attorno a questa esigenza dei musicisti di essere ascoltati dai curatori delle playlist e di essere inseriti nelle playlist dei curatori, sono nati tutta una serie di servizi con questo scopo.
Uno di questi si chiama SubmitHub, ed è nato nel 2015.
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Nicola, SubmitHub E Le Playlist Su Spotify
Mi chiamo Nicola Boschetti e sono un chitarrista jazz/acustico.
Ho accettato volentieri l’invito di Fabrizio per parlare della mia esperienza con il servizio SubmitHub.
Dopo aver spiegato brevemente come funziona, proverò anche ad inserire qualche statistica e qualche dato indicativo sugli ascolti ottenuti tramite il servizio.
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Cos'è SubmitHub?
SubmitHub è un servizio che promette di promuovere la tua musica sulle playlist di Spotify, blog, etichette discografiche, stazioni radio e canali YouTube e SoundCloud. 
Il servizio è nato da un’idea del music blogger Jason Grishkoff, creatore di Indie Shuffle. 
L’idea del servizio è quella di mettere in contatto, in modo trasparente, musicisti e curatori musicali.
Con il servizio puoi:
  • inviare la tua musica ai curatori;
  • ottenere la valutazione della tua registrazione da un altro artista;
  • chattare con altri musicisti.
Il servizio lo trovi qui: submithub.com 
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Pensato Per Musicisti E Curatori
Il servizio fornisce statistiche e filtri per scegliere a chi inviare la tua musica, in modo tale da avere la possibilità di farti ascoltare effettivamente da chi può apprezzare la tua musica.
Per i curatori questo rappresenta un vantaggio perché riceveranno già una selezione di brani che si presume possa interessargli.
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È Utile Per Promuovere La Tua Musica Online?
Ecco la risposta di Nicola:
Le playlist presenti su SubmitHub sono playlist di taglio medio/piccolo (da qualche centinaio fino a qualche migliaio di iscritti). Credo sia utile essere presenti su playlist “di nicchia”, considerato che essere inclusi nelle playlist editoriali è molto difficile, per non dire quasi impossibile.
Il funzionamento è abbastanza articolato e, al primo impatto, può sembrare un po’ ostico. Però, una volta superate le prime difficoltà nell’uso dell’interfaccia (presente anche in lingua italiana), non è così complesso inviare le tracce ai curatori.
Per la preparazione di un singolo brano, e il conseguente invio ai curatori, il tempo richiesto è di circa 10 minuti. La cosa bella è che le impostazioni di una traccia vengono salvate per i successivi utilizzi, che saranno dunque molto più agevoli.
SubmitHub funziona per crediti: pagando $10 si ottengono 10 crediti ma, volendo depositare una somma più grande, si ottengono degli sconti. Io di solito pago $27 per avere 30 crediti. Ogni invio ad un curatore costa a partire da 1 credito. Nella mia esperienza non ho ancora trovato servizi che costassero più di 2-3 crediti.
La cosa interessante è il “matching” per genere: selezionando in fase di setup il genere musicale della nostra traccia e scegliendo, nel modo più appropriato possibile, gli artisti “simili”, il sistema provvederà a suggerire l’invio alle playlist che sono maggiormente in-topic con la nostra musica.
Nell’immagine che segue potete vedere il matching che uno dei miei brani rileva su una playlist americana, dove il curatore indica cosa si aspetta di ricevere, mentre la piattaforma esprime un punteggio di compatibilità e altri fattori che ci possono aiutare ad eseguire la nostra scelta. Questo invio costerebbe 2 crediti (circa $2).
il matching di un brano di Nicola su una playlist americana.
il matching di un brano di Nicola su una playlist americana.
Quando viene scalato il credito?
SubmitHub mette gli artisti in condizione di essere un po’ tutelati. Se il curatore non risponde entro le 48 ore e non manda feedback, i crediti spesi per questo task vengono restituiti.
Il sistema permette di scegliere questa opzione in fase di preparazione, ed io ho scelto di fare in modo che il credito mi venga scalato solo se il brano viene effettivamente ascoltato.
A quel punto le possibilità sono due: il curatore “approva” la nostra richiesta ed il brano viene incluso nella playlist che abbiamo scelto. Se invece il brano viene “declinato”, il curatore sarà obbligato ad inviare un feedback scritto, indicando il motivo che l’ha indotto al diniego, cosa per noi utile per capire dove migliorare.
In entrambi i casi si apre una chat privata (all’interno della piattaforma) dove sarà possibile dialogare con il curatore.
Il credito viene scalato anche nel caso in cui il curatore abbia rifiutato il brano ma, come detto poco fa ci invia un feedback scritto. Altrimenti il credito viene restituito.
Nella mia esperienza, al momento le approvazioni superano i rifiuti.
4 approvazioni su 8 invii
4 approvazioni su 8 invii
Si veda ad esempio il mio brano Chrysos che ha una percentuale di 4 approvazioni su 8 invii (quindi 50%), mentre il mio brano Manha de Carnaval ha ricevuto 4 approvazioni su 4 invii (100% di successo).
4 approvazioni su 4 invii
4 approvazioni su 4 invii
Naturalmente questo dipende molto dalla “compatibilità” del brano inviato rispetto al genere della playlist, dal curatore (se è aperto a nuove proposte e non solo a puntare su brani già conosciuti e qualificati) e, naturalmente, la qualità del brano penso che abbia anch’essa il suo peso. :)
Chrysos
Sei soddisfatto di SubmitHub?
Il mio brano Manha de Carnaval, che è uno strumentale di chitarra classica (sono due chitarre sovraincise da me) e non è un brano originale, (si tratta di uno standard) è al momento il brano che mi ha dato più soddisfazioni con SubmitHub.
A novembre del 2020 è stato incluso in una playlist canadese che conta circa 20.000 follower (vedi screenshot); il brano ha ottenuto sui 30-50 play al giorno nei momenti migliori e, ancora oggi, riceve circa 10 play al giorno a quasi 1 anno di distanza.
Come carichi la tua musica?
Il sistema funziona partendo da un link già presente su Spotify e altre piattaforme. In particolare, viene richiesto di incollare il link di YouTube, dopodiché SubmitHub provvede a recuperare automaticamente i vari link di Spotify, Apple Music, Deezer e anche di includere ulteriori link verso il brano/album.
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In che lingua è il servizio?
Inglese/Italiano. Le playlist sono internazionali (ma ce ne sono anche di italiane).
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Conosci delle alternative a SubmitHub?
Conosco solo https://groover.co/ che mi sembra molto simile, ma non ho ancora esperienza.
Attenzione che ci sono molti servizi che promettono “inclusione nelle playlist” ma alla fine non fanno altro che comprare streaming finti (bot/fake) con il rischio di farsi bannare dalle piattaforme digitali.
SubmitHub pare invece un servizio reale che, sebbene non eclatanti, mi ha portato dei risultati.
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Consiglieresti SubmitHub?
Diciamo che i risultati ottenuti non sono, nel mio caso, sbalorditivi. Va detto però che non ho inviato centinaia di brani, ma solo qualche unità e solo verso 7-8 playlist.
Alcune di esse hanno pochi follower (200-300) però è pur sempre un risultato, seppur timido, vedere la propria musica su una playlist internazionale.
Il costo è decisamente abbordabile e personalmente non mi sembra così rischioso spendere $2-3 per avere qualche centinaio di plays supplementari che, comunque, possono anche crescere nel tempo e farci conoscere da un pubblico più vasto.
Manha De Carnaval
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