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Personal branding: non si tratta di piacere agli altri. Si tratta di fare pace con noi stessi.

Quando penso al personal branding, mi vengono in mente due colori: il giallo e il rosso. E un volto d
Personal branding: non si tratta di piacere agli altri. Si tratta di fare pace con noi stessi.
di Davide Cardile • Newsletter #3 • Visualizza online
Quando penso al personal branding, mi vengono in mente due colori: il giallo e il rosso. E un volto di quelli simpatici, con un mucchio di ricci spettinati in testa. E poi mi viene in mente una domanda: sei davvero tu quello lì? E ti piace?
Oggi analizzo brevemente alcune persone che mi ispirano, da un punto di vista comunicativo. Quel che però vorrei dire è altro: si tratta solo di metà della storia.
La comunicazione è solo metà del gioco.
Prima che qualcuno ti riconosca, c’è da prendere la decisione più grande: per cosa vuoi essere conosciuto? Da chi?
Si tratta di comprendere “chi vuoi essere per chi”.
È metà calcolo, metà cuore
L’altra metà della storia è comprendere che l’esposizione, la visibilità, la strategia e le tattiche non possono mai compensare il senso e il significato delle nostre vite.
Perché, potrebbe anche essere che gli altri non se ne accorgano. E che questo ci faccia crescere e prosperare sul mercato.
Ma, prima o poi, arriva il momento in cui, da soli e con noi stessi, ci faremo la domanda: “Sei davvero tu quello lì? E ti piace?”
Il personal branding continua a essere descritto come l’insieme di tattiche e tecniche per piacere agli altri. Invece è solo un altro termine che indica il tentativo di piacere a noi stessi.

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Davide Cardile

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Curato con passione da Davide Cardile con Revue.