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L'Orologio - Tempi Supplementari - Newsletter #21

L'Orologio - Tempi Supplementari
Appuntamento che arriva nella settimana del derby, che incidentalmente è anche la settimana della seconda vittoria consecutiva in Champions: un qualcosa di ignoto da anni per i nerazzurri.

La seconda "settimana"
Con tre soste per le nazionali in questa prima parte di stagione il calendario sembra molto simile a quello di un grande Giro ciclistico, composto di tre settimane. L'Inter si appresta a concludere la seconda settimana e lo fa con il più classico dei tapponi di montagna: non c'è il Mortirolo o il Gavia, c'è il Milan, ma le stelle che contraddistinguono la difficoltà dell'evento non sono affatto dissimili.
Già questo lato del calendario è stato particolarmente antipatico nei confronti dei nerazzurri, giustamente sembra quasi una sceneggiatura hollywoodiana quella che mette il derby che può portare a -4 o a -10 al termine di un ciclo di 7 gare in 20 giorni; un ciclo che ha portato gioie europee che però verosimilmente potrebbero passare inosservate totalmente se anche il terzo scontro diretto di questo stretch di gare non portasse alla vittoria.
L'Inter ha iniziato con la sconfitta più dolorosa possibile con la Lazio in una gara in cui sono stati i nerazzurri a tenere prima e concedere poi la gara agli uomini di Sarri e anche il pareggio con una Juventus vistosamente in balìa delle intemperie sa di beffa - viste anche le modalità -. Nel mezzo buone prestazioni contro squadre di rango inferiore seppur temibili, ma è evidente che Inzaghi non può più accontentarsi di seguire il ritmo di quelle davanti cercando di limitare i danni nell'attesa di momenti futuri: i battistrada potrebbero iniziare a viaggiare a velocità di crociera e trovare forze insperate vedendo che le cose stanno andando bene e nessuno riesce a farsi nuovamente sotto in classifica.
Ecco perché il Derby sarà importantissimo: l'Inter è nella situazione in cui si trovava Nibali nel giro del 2016 - con le dovutissime proporzioni temporali -: un Giro in cui partiva essenzialmente da favorito o quasi con tanti giovani pronti ad approfittare di eventuali cali e che stava sfuggendo dalle mani perché qualcosa non girava nel verso giusto; Vincenzo era lì sornione, ma le cose non andavano bene e si complicarono dopo la cronoscalata e si arrivò alla terza settimana in cui era fuori dal podio e con più di 3 minuti da recuperare. Da più forte quale doveva dimostrare di essere prese il coraggio fra le mani e attaccò nella tappa del Colle dell'Agnello per dare un segnale chiaro e gli avversari pagarono e poi il giorno dopo a Sant'Anna di Vinadio fece lo stesso vincendo il Giro.
L'avversario principale, Kruijswijk, perse le chance di vittoria perché Nibali attaccò sul Colle dell'Agnello e l'olandese apparso inattaccabile si trovò in una situazione diversa dalla “normalità” e cadde scendendo dal succitato Colle perdendo 5 minuti da Nibali e uscendo di classifica.
L'Inter davanti a sé ha sicuramente molto tempo, ma deve dare un segnale a chi è andato in fuga: per vincere bisogna sempre avere a che fare con qualcuno che ti insegue e bisogna saperlo tenere a bada e affrontarlo.
Il Milan, domenica sera, deve essere il trampolino di lancio: altrimenti la stagione si complicherà sensibilmente.
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L'Inter in podcast, dal 22 maggio 2018: su Spreaker, iTunes e Spotify. a cura di @marcoloprato - @GianScudieri. IG: @OrologioPodcast Telegram: https://t.co/wR7XnA6hCR

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