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L'Orologio - Tempi Supplementari - Ep. 15

L'Orologio - Tempi Supplementari
Cosa troverete
• Parere non richiesto - La questione sponsor
• Analisi Tattica Verona-Inter
• Ep. 150 - Quasi Fatal Verona
• Il riassunto del mercato Inter: voto positivo?
Parere non richiesto - La questione Sponsor
Ci si è dibattuti moltissimo su come dovesse essere interpretata la nuova ondata di sponsor in chiave di valuta digitale che sta investendo l'Inter.
Ci si è soffermati sull'effetto che fa sulla maglia, ci si è soffermati sul valore etico di essi come residuale dell'era morattiana che vietava gli sponsor legati alle scommesse, figurarsi quelli relativi a delle scommesse con i soldi veri dei tifosi, praticamente.
Ci si è poi anche soffermati sul valore economico che essi generavano in un periodo così particolarmente complicato - e lo vedremo implicitamente più avanti -.
Tutti punti di vista iper leciti e ultra condivisibili, ma come sempre c'è un ma. In questo caso il “ma” è rappresentato dal concetto che si parla di meri discorsi filosofici.
Non fraintendeteci, non si vuole derubricare a cose di poco conto queste discussioni, anzi, ma semplicemente serve per riportare sul piano reale la discussione.
Quando Pirelli per decenni ha sponsorizzato l'Inter l'intento non era quello di convincere i propri tifosi a preferire quel marchio rispetto ad altri, quando nelle conferenze di Mazzarri non si utilizzava l'acqua Lete perché migliore di altre acque minerali; si tratta di un mero discorso commerciale.
Usare uno sponsor non vuol dire identificarsi in tutto e per tutto con esso, ma semplicemente utilizzare il proprio partner nel miglior modo possibile.
Sempre che il partner scelto non si ricopra poi o si sia ricoperto di azioni deprecabili da cui allontanarsi il più in fretta possibile o addirittura non mettersi affatto in contatto.
Lo sponsor, gli sponsor in questo caso, sono secondari rispetto a tutto quanto e - come anche per le maglie - il loro valore per il tifoso diventerà importante in seguito ai risultati della squadra perché alla fine è sempre quella la cosa più importante: il campo.
Analisi Tattica - Verona-Inter
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Questa volta il thread tattico di #VeronaInter si è fatto attendere volutamente per riempire queste tetre e scure giornate di sosta per le Nazionali.

Questa volta sotto la lente di ingrandimento c’è la fase di pressing dell’Inter di Inzaghi.

Pronti? Partiamo
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Questa scena è estratta dal primo tempo di #VeronaInter, quando l’Inter perdeva le misure e Barella qui altissimo con chilometri di campo alle spalle. Brozovic si fa saltare, Lazovic arriva fino in fondo sfruttando un pressing mal portato. https://t.co/paycj8wRxN
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Nel secondo tempo di #VeronaInter, invece, la pressione è stata più oculata sì, ma soprattutto meglio portata come collettivo e in una zona molto più alta di campo. In questo caso in 4 vanno sul pallone chiudendo le linee di passaggio braccando il portatore di palla. https://t.co/QxvU1lICQT
Il riassunto del mercato Inter: voto positivo?
Bene, anche questo calciomercato ce lo siamo messi alle spalle e con esso anche tutte le paure e le fisime legate alle continue indiscrezioni circa a una smobilitazione in casa nerazzurra. Sia chiaro, è stato un mercato complicato per moltissime squadre e anche l'Inter ne ha fatto le spese avendo dovuto cedere Hakimi e Lukaku per avere un po’ di margine di manovra in entrata: queste due uscite, assieme agli addii di Padelli, Young, João Mario e Nainggolan e Pinamonti, hanno contribuito a generare un impatto positivo a bilancio per i nerazzurri bilanciando quello degli acquisti. Ma quanto?
Partiamo dalle basi: l'Inter ha ricavato 175M di euro con le sole due cessioni di Hakimi e Lukaku e ha speso per i cartellini di Correa, Dumfries, Calhanoglu, Cordaz, Dzeko e Vanheusden 58.5M di euro. Già qui si può intuire come l'operato di Marotta & co. abbia garantito all'Inter di non spendere per i cartellini più di un terzo di quanto incassato. 
Un altro punto di discussione è quello relativo agli ingaggi: qui non c'è stato un vero e proprio risparmio perché ai 27M lordi dei giocatori ceduti (elencati all'inizio) subentrano poco più di 29M di ingaggi, sempre lordi con Calhanoglu e Dzeko a far la parte dei padroni da questo punto di vista perché a entrambi verranno corrisposti 5M cadauno. 
Qui però subentra - in chiave di bilancio - il dato degli ammortamenti che rende sicuramente migliore la situazione in viale della Liberazione: le cessioni hanno generato una riduzione per il prossimo bilancio di 38M che verranno sostituiti da poco meno di 14M; un differenziale di 24M di euro nei valori da ammortizzare che alleggeriscono le casse interiste anche al netto delle due minusvalenze generate dalle rescissioni di Joao Mario e Nainggolan (che da soli costavano più di 16M alla voce ammortamento, più di quanto vengono tutti gli acquisti di questa sessione).
Dal bilancio 2021-22, dunque, e in questo ci aiutano i dati di Calcio e Finanza, l'Inter alleggerirà più di 149M di euro e li sostituirà con circa 43M di euro e tutto questo si traduce con un risparmio nei costi di 105M, milione più, milione meno. 
Possiamo tranquillamente discutere del valore della rosa, di come si sia modificata la squadra e di come questo influirà sulle ambizioni dell'Inter, ma è indubbio come la dirigenza sia riuscita nel suo intento di ridurre i costi in maniera sostanziale provando comunque a coprire le partenze per non lasciare la squadra incompleta. Probabilmente alla luce dei conti esposti qui e di come si sono mosse tutte le squadre della Serie A possiamo dire che il voto al mercato dell'Inter possa (e debba?) essere visto con degli occhi diversi rispetto a quelli con cui si è analizzato alla sola lettura delle cessioni.
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Tempi Supplementari
Tempi Supplementari @theorologio

L'Inter in podcast, dal 22 maggio 2018: su Spreaker, iTunes e Spotify. a cura di @marcoloprato - @GianScudieri. IG: @OrologioPodcast Telegram: https://t.co/wR7XnA6hCR

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