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L'Orologio - Tempi Supplementari - Ep. 11

L'Orologio - Tempi Supplementari
Undicesimo appuntamento con Tempi Supplementari, la newsletter gratuita de L'Orologio. Questa settimana piatto ricchissimo con il solito parere non richiesto e le attesissime (da chi non si sa, ma suona bene) pagelle di fine stagione. Buona lettura!

Gli Argomenti della settimana
Parere non richiesto sull'addio di Conte
• Ep. 140 - I M Outta Here (feat. Matteo Spaziante)
• Le pagelle di fine anno
Parere non richiesto sull'addio di Conte
Non lo aspettavamo, sinceri.
Pensavamo che sarebbe finita come con Villa Bellini, parafrasando scrittori ben più bravi di noi: tanto rumore per nulla. E invece è accaduto.
Non sarà una retrospettiva su cosa non sia andato, su cosa possa essere accaduto e cosa accadrà - per quello ci sarà modo -, ma un breve sfogo intimo.
Non vi nega, chi vi scrive, che continua a non quadrare nulla di quanto sia accaduto. Analizzando x pezzi del mosaico la lettura è una e fila anche, ma rimane fuori sempre qualche pezzo; analizzando y pezzi c'è una lettura altrettanto valida sebbene diametralmente opposta, ma rimangono fuori altrettanti pezzi.
La narrazione dei fatti semplicistica di un Conte furioso per un'assenza di strategia fa a pugni con le parole al miele riservate per tutti; la narrazione di una separazione consensuale come se fosse l'ennesimo atto di amore di uno per l'altro la lasciamo ai film strappalacrime in cui Julia Roberts è sempre la protagonista perfetta.
E poi arriva la relazione agli investitori in cui comunque traspare un certo ottimismo e si legge di una prima tranche del prestito di Oaktree già arrivato assieme a un leggero aumento dei ricavi da sponsor, al netto di quasi € 60.000.000 di ricavi da botteghino dilapidati nella stagione più bella del decennio. Ma in seguito nello stesso documento si legge come ancora il discorso relativo allo sponsor primario per la maglia sia ancora in fase di trattativa.
Qualcosa non torna e forse non quadrerà mai perché la narrazione dei fatti del mondo Inter è talvolta superficiale e riduttiva. E non per forza per colpa di chi la deve raccontare, ma anche a causa di chi dovrebbe aiutare la narrazione di costoro.
Intanto il mondo va avanti a velocità supersonica e in una settimana si è passati dalla spasmodica attesa del momento della consegna del trofeo all'altrettanto spasmodica attesa, con un'ansia latente, di carpire cosa accadrà.
Il tutto con una certezza, Antonio Conte non sarà più l'allenatore dell'Inter.
Ep. 140 - I M Outta Here (feat. Matteo Spaziante)
Le Pagelle di Fine Anno de L'Orologio
Non vi tedieremo con intro smielate e melense su come tutti siano stati chi più e chi meno bravi nell'anno del diciannovesimo Scudetto.
Without any further ado we present to you Le Pagelle di fine anno!
Handanovic S.: 6 Il Capitano non ha giocato una grande stagione. Ma, nel momento più importante, ha risposto presente: Juve, Atalanta e quel minuto senza senso contro il Milan. Lo Scudo è anche suo.
Skriniar M.: 9 Semplicemente, il miglior difensore della Serie A. Una stagione straripante, al di sopra di ogni aspettativa - in cui ha trovato anche gol pesantissimi. Eroe.
De Vrij S.: 8,5 È un piacere vederlo giocare. Testa alta, piede sempre caldo, gestione della linea difensiva da maestro. L'olandese volante lascia i botti ai compagni, ma è sempre solido.
Bastoni A.: 8,5 È stato il difensore da cui sono partite più azioni da gol (7). In tutto il campionato. La dimensione di Basto è sempre più internazionale.
D'Ambrosio D.: 6,5 Un anno problematico, tra COVID e infortuni. Ha perso il posto, ma la spizzata sul secondo palo è un marchio di fabbrica: anche quest'anno, 6 punti conquistati.
Ranocchia A.: 6 Un baluardo. Lukaku ha raccontato di come Conte abbia utilizzato Rano per fargli capire la Serie A: è anche su questi dettagli che si costruiscono gli Scudetti.
Kolarov A.: 5 Troppo poco, troppo confusionario. Personalità importante nello spogliatoio, ma nient'altro. Arrivederci Aleksandar.
Darmian M.: 7,5 C'è chi dice che Fabio Grosso nel 2006 si sia ispirato a Matteo Darmian. Il terzino del destino, i suoi gol sono stati un macigno. Batman.
Young A.: 6,5 Altra presenza importante nello spogliatoio, che in campo è diventato comprimario. Il primo tempo con il Sassuolo e il gol all'Udinese il miglior modo di salutare una bella esperienza.
Hakimi A.: 9 Achraf era quello che mancava, la differenza col predecessore è sotto gli occhi di tutti. Nonostante le difficoltà iniziali che già facevano sperare gli avversari, l'ex BVB si è impadronito della fascia, purtroppo per gli avversari. Merita il TOTS di FIFA per noi.
Gagliardini R.: 6 (Molto) Croce e (poco) delizia, ma quando viene chiamato in causa fa quello che gli viene chiesto, il tutto nei limiti delle sue capacità. Senza mai strafare.
Vecino M.: 6 Il voto è di stima, ma anche dovuto a quel poco che si è visto a campionato finito. Sarebbe stato bello averlo per tutto l'anno nelle rotazioni, ma ora importa che sia tornato fisicamente a posto.
Sensi S.: 5 Anche lui ha giocato poco, quasi nulla, ma anche in questi frangenti non è più stato sui livelli stratosferici del suo arrivo. Una delle situazioni più intricate da risolvere.
Perisic I.: 7,5 Chi sei tu e cosa ne hai fatto del vecchio Perisic? L'arco di redenzione del croato è degno di un film: da esodato a cardine nel giro di qualche mese. Il rinforzo che serviva sulla fascia sinistra, a costo zero.
Vidal A.: 6 Facciamola breve: la stagione inizia bene, poi sparisce. Il voto è dettato dal gol decisivo per iniziare la cavalcata contro la Juventus.
Barella N.: 8,5 Le nuove leve nerazzurre hanno il proprio Nicola Berti. Giocatore meraviglioso per grinta e qualità; l'ultimo a mollare, il primo a rincorrere chiunque. Non ci stupiremmo se Niccolò diventasse di gran voga fra i nuovi nati nerazzurri.
Eriksen C.: 7,5 “Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere.” È l'Amleto, ma è anche Eriksen. Messosi nelle mani di Conte diventa un altro giocatore e il destino lo ripaga col gol Scudetto a Crotone.
Brozovic M.: 8 Cryptobrozo è un essere meraviglioso sia fuori dal campo che soprattutto dentro il campo. Con Conte ha iniziato a correre bene senza disperdere le energie, come fatto negli anni. Il coccodrillo che amiamo tutti.
Sanchez A.: 7+ Il Jordan Clarkson di questa Serie A. Il miglior subentrato possibile, con un rendimento pazzesco. E la sua abilità da videomaker al termine della festa gli fanno guadagnare un punto in più.
Lukaku R.: 10 Un leader, dentro e fuori dal campo. Un giocatore unico, su cui è cesellata l'Inter. Nel mese più importante ha vinto il premio di MVP - demolendo difese. Signori e signore, il Re di Milano.
Martinez L.: 9,5 Già era forte, ma adesso lo è con continuità. Può sempre avere qualche incertezza sotto porta, ma sono spariti i momenti in cui si estranea dal gioco e anche la sua foga è stata incanalata per bene. Il futuro è dalla sua parte.
Pinamonti A.: 6 Non voglio pensare al rapporto tra minuti giocati e stipendio guadagnato. Pina si guadagna questo anno di Erasmus, ma non riesce a trovare spazio. In bocca al lupo per il futuro.
Conte A.: 19 No, non è un refuso né un errore di battitura. L'artefice di quest'impresa perché ha saputo migliorare tutti i giocatori della rosa. La sensazione è che ci siano ampi margini di miglioramento, ma non li scopriremo assieme a lui.
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