L'Orologio - Tempi Supplementari - Ep. 10

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L'Orologio - Tempi Supplementari
Abbiamo fatto cifra tonda! In un giorno che non è mai banale per gli interisti, ecco il decimo episodio di Tempi Supplementari, la newsletter gratuita de L'Orologio. É stata una settimana fondamentale per l'Inter, riviviamola insieme.

TEMPI SUPPLEMENTARI, I TEMI DELLA SETTIMANA
  • E sono tre!
  • Puntata 139 - “Tra Torino e OakTree”
  • L'anno che fa la maglia
IL NOSTRO TERZO COMPLEANNO
Non vincere uno Scudetto per undici anni ci ha insegnato una cosa su tutte: le ricorrenze vanno festeggiate!
Quindi eccoci qui, tre anni e 139 puntate dopo, a scrivere il decimo episodio della newsletter de L'Orologio. É un viaggio pazzo e divertente, iniziato con una zuccata di Vecino e che continua fra una puntata che sembra un requiem (post Inter-Real Madrid, che amarezza) e una di quelle che ci piace registrare (post Inter-Crotone).
Tifare Inter è qualcosa di strano, provare a raccontarla senza cedere agli impeti del momento, cercando un punto di vista analitico e per quanto possibile calmo è una sfida che non sempre ci riesce.
Quel che ci piace di più è senza dubbio il confronto con una community che cresce sempre di più, senza alcun merito da parte nostra. Ci piace l'idea di aver creato uno spazio di chiacchiera e confronto - e per questo il ricordo più bello di quest'anno sarà la live post Scudetto su Twitter, dove c'era un sacco di gente che ci ha ascoltato fin dal primo giorno e che, non sappiamo come mai, continua ancora oggi.
Per quanto riguarda l'attualità di questa squadra, allacciate le cinture: questa settimana abbiamo sfiorato il tema OakTree - che nel frattempo è diventato ufficialmente parte dell'universo Inter. Stiamo preparando la puntata di settimana prossima (con un ospite d'eccezione) per capirci qualcosa in più su quello che è successo in questi giorni e, soprattutto, quale sarà il futuro dell'Inter nei prossimi tempi.
L'Orologio
BONUS TRACK: E’ L'ANNO CHE FA LA MAGLIA
In questi giorni sto un po’ rosicando. Molti club stanno infatti presentando i loro kit per la nuova stagione, un momento di grande hype per la metà de L'Orologio che riempie casa sua di magliette di qualsiasi sport. É una questione di estetica, di linguaggio e soprattutto di rappresentanza: come ci vestiremo, l'anno prossimo?
I leaks della prima maglia (e del concept della seconda) sono ormai di dominio pubblico e il buon Scudieri ne ha già parlato settimana scorsa. Quindi - in trepidante attesa del video di presentazione - concediamo un bel throwback sugli ultimi anni, tra esperimenti riusciti e altri finiti maluccio.
Con una grande consapevolezza: i gusti, in fatto di magliette, sono terribilmente personali. Non esiste un unico canone di gradimento, perché c'è a chi piace più originale - a chi più tradizionale - a chi più aggiungete il riferimento che vi pare.
Visto che quando parlo di magliette sono abbastanza logorroico, facciamo così: vi dico le mie tre preferite dell'era Suning e vi spiego perché. Se vi va, potete scrivere alla mail de L'Orologio (o su uno qualsiasi dei canali social del podcast, ormai li sapete) e dirmi le vostre scelte. Cominciamo!
PRIMA MAGLIA - 2017/18
La prima stagione di Luciano Spalletti all'Inter rappresenta un passo storico per la società che dopo troppi anni nell'anonimato riesce a togliersi dal pantano della mediocrità e accede in Champions League dopo un percorso che ci ricordiamo tutti quanti.
A rigor di logica, le magliette di quell'anno - quella che Vecino si toglie dopo averla presa nel mezzo dell'area della Lazio - dovrebbero per forza di cose suscitare ricordi felici. Ma se il secondo e il terzo kit risultano a oggi piuttosto anonimi (sono dovuto andare a cercarli su Google per ricordarmeli) l'esperimento “codice fiscale” risulta piuttosto azzeccato.
O perlomeno si è conquistato un posto nel mio cuore, anche grazie a uno scatto super simbolico di mi sembra Inter-Sassuolo, la partita in cui Politano si è conquistato l'acquisto dell'estate successiva e che è costata a molti tifosi un paio d'anni di vita. Rafinha ha segnato il gol della speranza, dopo oltre settanta minuti di niente assoluto, e il modo passionale e sfrenato con cui esalta per me è valso tantissimo, di un giocatore davvero sfortunato e che ricordo come l'amore fugace ai tempi del liceo. Mi manchi tanto, Raffo.
TERZA MAGLIA - 2019/20
La storia delle terze maglie dell'Inter negli ultimi anni è stata piuttosto complicata. Dalla tragica Sprite al tentativo lodevole (ma male eseguito) del kit ispirato al marmo del Duomo, arriviamo ad una delle migliori chicche degli ultimi anni - seguita a ruota dall'omaggio Air Max / Inter 1998 di questa stagione.
La terza maglia dell'anno scorso è stata tanto semplice quanto efficace, con un pattern molto vintage e un nero cattivissimo che si è fatto riconoscere in tutta Europa. Personalmente, dopo i passaggi a vuoto della stagione 2018/19 e lo shock della banda diagonale del first kit 2019, è stata la scossa che mi ha fatto dire “Ok, ci siamo”.
La presentazione in pompa magna durante la tappa di Monza della Formula 1 è stata la ciliegina sulla torta - cui si è aggiunto il ricordo di quel gol pazzesco sull'asse Lautaro Martinez - Lukaku a Praga, nel ritorno del girone di Champions League dell'anno scorso. Un'azione pazzesca, per suggellare una maglia iconica.
QUARTA MAGLIA - 2020/21
Diciamoci la verità, prima degli ultimi due anni la storia tra Nike e l'Inter sembrava destinata a finire. Magliette statiche, zero innovazione, alcuni concept già visti che non facevano appassionare i tifosi. Poi è successo qualcosa e - come certificato dalla terza maglia dell'anno scorso - si è ricominciato a osare. La prima maglia del primo anno di Conte è stata assolutamente disruptive, così come l'azzurro Tiffany che ha colorato l'away 2019/20.
E’ stato un processo lungo, che è ancora in corso e che va di pari passo con la nuova identità che la stessa Inter sta cercando. Verosimilmente questo percorso avrà un ulteriore, cruciale snodo l'anno prossimo - quando sembra che i kit si leghino indissolubilmente all'estetica del nuovo logo e a un simbolo dell'interismo come il biscione.
Per arrivare a quello, c'era bisogno di un ulteriore passaggio che fondesse in maniera forte quel che è stato dell'Inter con quel che sarà. La sintesi di questo nuovo inizio è la capsule legata alla quarta maglia di quest'anno, tanto chiacchierata quanto iconica. Perché potrebbe essere stata l'ultima con lo storico sponsor dalla P allungata, abbinato al nuovo e dirompente logo monocolore.
Il fatto che la maglia sia stata disegnata da due artisti della scena meneghina come De Moo e Moab e ispirato ancora una volta a Memphis Design. Tutti i dettagli potete trovarli su questo bell'articolo scritto da gente che ne sa, noi ci limitiamo a osservarne la portata storica - acquistata con la 24 di Eriksen perché se c'è un'immagine che mi porterò dietro di questa stagione è la videochiamata con uno dei miei migliori amici in un freddo martedì di gennaio, pochi secondi dopo che la punizione del danese-più-bello-del-mondo aveva deciso uno strano derby di Coppa. Lì ho capito che ce l'avremmo fatta.
E le vostre, quali sono?
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Tempi Supplementari
Tempi Supplementari @theorologio

L'Inter in podcast, dal 22 maggio 2018: su Spreaker, iTunes e Spotify. a cura di @marcoloprato - @GianScudieri. IG: @OrologioPodcast Telegram: https://t.co/wR7XnA6hCR

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